Camilleri, Tabucchi, Maraini, Fo, Rame, Ovadia, Scaparro, Amelio, Wu Ming: "No alle leggi razziali" - 28 mila adesioni
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Sta diventando molto interessante la discussione che si sta svolgendo sul blog sul futuro del Pd di “Lo voglio bene al mio paese”.
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Abbondano ogni giorno tavole rotonde, seminari, comizi e iniziative d’ogni genere organizzati da partiti, associazioni di categoria ecc…
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Variando Pietro Nenni ("Da oggi siamo tutti più liberi") il governo ieri ci ha dichiarati tutti più sicuri. Da ieri, siamo tutti più insicuri, più ipocriti e più cattivi. Più insicuri e ipocriti, perché viviamo di rendita sulla fatica umile e spesso umiliata degli altri.
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Labels: berlusconismo, extracomunitari, lega, razzismo
Un viaggio lungo un anno attraverso l'Italia, durante il definitivo trionfo di Silvio Berlusconi.
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TARANTO - Pronti alla mobilitazione generale. L’annuncio è del presidente della Provincia Gianni Florido a proposito della decisione di Trenitalia di tagliare alcuni collegamenti tra il capoluogo ionico e la capitale. A partire da oggi è prevista la soppressione degli Eurostar Taranto -Roma (in partenza alle ore 6.16) e Roma -Taranto (in arrivo alle 21,53), nonché degli intercity plus Taranto -Roma (in partenza alle ore 14) e il corrispondente Roma-Taranto (in arrivo alle ore 12.52). Ieri, alla vigilia dei tagli e dei disagi, Florido ha annunciato un incontro per l’8 luglio, a palazzo del Governo. Mentre l’assessore regionale ai Trasporti, Mario Loizzo, ha scritto una lettera all’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mario Moretti, sulla soppressione di treni. «Taranto e la Terra Ionica ancora una volta penalizzati da scelte sbagliate. La decisione di sopprimere alcuni treni è inaccettabile». Così il presidente Florido che preannuncia iniziative di lotta. «Bene hanno fatto quanti sono già intervenuti per difendere i diritti dei viaggiatori e le ambizioni di una provincia che non può certo permettersi di essere tagliata fuori dagli assi di collegamento più importanti del Paese. Mercoledì incontrerò i sindacati e i rappresentanti istituzionali del territorio per definire congiuntamente le iniziative da assumere per tutelare i nostri interessi. Penso in particolare ad una mobilitazione generale per costringere Trenitalia a fare un passo indietro. La nostra provincia merita rispetto». Loizzo, dal canto suo, nella lettera a Moretti scrive: «Vanno chiarite le ragioni che hanno indotto Trenitalia a sopprimere l’Eurostar delle ore 6,16 e l’Intercity Plus che collegano Taranto a Roma, decisione alquanto improvvida che sta suscitando le comprensibili proteste delle istituzioni e dei cittadini di quel territorio. Le stesse obiezioni, noi le avanzeremo al Ministro dei trasporti». Loizzo chiede «un intervento urgente, coerente e determinato, per risparmiare ulteriori ingiustificabili penalizzazioni». Nei giorni scorsi ad intervenire sulla questione, tra gli altri, il vicepresidente del Consiglio regionale Luciano Mineo con una interrogazione al presidente Vendola e il sindaco di Taranto Ippazio Stefàno che, nel chiedere la sospensione dei provvedimenti, ha evidenziato: «Questa ennesima soppressione, imposta da Trenitalia - ha aggiunto il sindaco - rischia di lasciare isolata l’intera area ionica alla vigilia della stagione estiva, e proprio ora che si stava registrando un leggero, ma significativo aumento, circa il 2%, delle presenze turistiche».
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Assessore, la giunta regionale è sfiorata dalle inchieste in corso. Qual è la sua riflessione?
«Il governo regionale è nato con una missione di cambiamento. La sfida che i pugliesi le hanno chiesto di accettare era di modificare la meccanica del potere: liberare il potere e restituirlo ad un territorio fertile e dinamico. In questo senso, trasparenza e legalità non dovevano essere solo pilastri dell’etica pubblica, ma fattori di cambiamento».
Cosa ne è stato di quel proposito?
«Abbiamo fatto molte cose e buone, anche in sanità. E tuttavia, aggiungo, le inchieste della magistratura interrogano con forza la politica. La domanda che risuona è se siamo riusciti a toccare gli ingranaggi del potere sanitario, sistema corposo di interessi e lobby, oppure quest’ultimo ha finito per risucchiare pezzi della politica».
La risposta qual è?
«Va costruita, tutti assieme, in un dibattito pubblico che faccia crescere la regione. Però una lezione la apprendiamo. La spinta riformatrice o ha la matrice dell’intransigenza morale e del radicalismo etico, oppure è destinata a sprofondare. A precipitare nelle sabbie mobili di una società, come quella pugliese, in cui il successo facile e l’assenza del senso delle regole sono il valore che misura tutto».
Sta dicendo che è fallita la missione del governo Vendola?
«La scelta iniziale di mediare con il sistema vischioso del potere sanitario sta mostrando la corda. Proprio quel che accade ci dimostra che occorreva adoperare il massimo del radicalismo, dell’intransigenza e di spinta riformatrice. Cioè quello che siamo stati capaci di fare in altri ambiti».
Avete sbagliato le nomine nelle Asl?
«Le nomine sono conseguenza dell’impostazione politica. La consapevolezza che il sistema possa essere riformato solo con un approccio radicale ed intransigente sta prendendo piede solo in questi mesi. Solo ora abbiamo la percezione di un governo più concentrato sui processi di cambiamento e meno sulla gestione».
Detta così, sembra una valutazione sull’ex assessore alla sanità Alberto Tedesco.
«E’ nelle cose. Ma di quella impostazione politica tutti siamo corresponsabili».
Risposta laconica. Torniamo all’oggi: i manager indagati vanno sostituiti?
«Vendola non può che proseguire la linea del rigore. E’ l’unica scelta che abbiamo per salvare l’enorme patrimonio politico di questo governo. Vale per la giunta, per il centrosinistra e anche per il mio Partito democratico».
A proposito di Pd. Michele Emiliano, sul sex gate, cita il Vangelo: chi è senza peccato scagli la prima pietra, di una persona non si valuti il profilo privato ma il ruolo pubblico. Che ne dice?
«Non si tratta di esprimere un giudizio morale sui singoli comportamenti. Qui si discute di fatti che attengono alla sfera morale pubblica, di una condotta nell’esercizio delle funzioni pubbliche. In questo ambito, quello che viene chiesto è che ciascuno di noi sia ciò che dice di essere. Sarà una richiesta dura e impietosa, ma il recupero della credibilità della politica passa da queste scelte».
La condotta morale deve entrare nel giudizio politico?
«Ciascuno di noi deve essere consapevole che, nel ruolo politico, esercita anche una funzione pedagogica; comunica con i gesti, prima ancora che con le parole. Chiediamoci allora quale idea della politica stiamo comunicando all'opinione pubblica».
Si discute, tuttavia, della sfera privata, nascosta agli occhi del pubblico.
«La sfera privata attiene alla coscienza morale, non v'è dubbio. Ma quando essa interseca quello che ciascuno di noi riveste nella sua funzione pubblica, allora smette di essere privata. Ciascuno allora ha il dovere di dare conto dei propri comportamenti».
La Chiesa di Puglia finora è apparsa silente sul tema. Come se lo spiega?
«La Chiesa è un insostituibile presidio della coscienza morale. E la coscienza morale non vive solo nella sfera privata, ma si alimenta della dimensione sociale e pubblica. Pertanto il silenzio della Chiesa, almeno nel suo volto gerarchico, sullo scivolamento morale di questo Paese, non inquieta soltanto. Ma offende il servizio alla verità».
Francesco Strippoli
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21.52
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A tutti i lettori del blog rivolgiamo l'invito di scriverci a pdlaterza@gmail.com o commentare sul su questo post su "Cosa ha bisogno Laterza" e di "Cosa i Laertini hanno bisogno per vivere meglio".
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“Quanto pesa la tua spesa?”.
Sarà questo il tema che verrà affrontato, in occasione della giornata mondiale della biodiversità indetta dalle Nazioni Unite, in un convegnoorganizzato dalla cia di Taranto, comprensorio Occidentale (Ginosa, Laterza e Castellaneta), che si svolgerà il prossimo 29 Giugno 2009 a Laterza (TA), pressol’Azienda Agricola “Sierro lo Greco” alleore 19,00. Sostenibilità agricola e cambiamento climatico, saranno oggetto degli interventi degli ospiti: Catapano Franco, Vice Presidente Regionale CIA Puglia, Barberio Roberto, Titolare dell’Azienda Agricola “Sierro Lo Greco”,Anelli Savino, Responsabile della Struttura Semplice Dipartimentale di Igiene della Nutrizione ex AUSL BA/3, Costantino Paolo, Gastroenterologo Consigliere Regionale, Tamborrino Carlo, Coordinatore del Circolo “ProgettoMangiasano* 2009”. Modera Giove Stefano, Direttore del giornale “La Goccia”.
*Mangiasano è una campagna di VAS (Associazione Verdi Ambiente e Società), nata per rendere l’agricoltura italiana libera da OGM e libera da PESTICIDI.
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12.33
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Labels: agricoltura, Impatto ambientale

Analizzare il voto per il rinnovo del consiglio provinciale a “Lo voglio bene al mio paese” sarebbe un grattacapo anche per chi ha i mezzi e gli strumenti per farla in maniera “scientifica”, figuriamoci per Lucifero che dispone di un PC e una linea ADSL.
Ma alcune considerazioni “politiche” possono essere fatte, anche se da molti, anzi forse da tutti, non condivisi.
Nel paese in cui SCACCO MATTO crede di essere Cicerone, Gisella KRISTALLIN un politico, ha vinto il PDL (Partito Dei Lanzichenecchi) che già al primo turno aveva mandato alla provincia il suo candidato che da SICURO assessore provinciale è stato sbattuto, dopo il ballottaggio, sul banco dei “ciucci”.
Il risultato elettorale a “ Lo voglio bene al mio Paese “ è stato ancora una volta determinato dal consociativismo tra i poteri forti e il potere politico locale.
Questo non vuol dire che la maggioranza degli elettori sia condizionata da questi poteri, anzi le elettrici e gli elettori sono, nella stragrande maggioranza donne e uomini liberi, capaci di giudicare con la propria testa l’operato di chi governa e di chi fa opposizione, ma il “controllo” e l’ “indirizzamento” di qualche migliaia di voti a favore di chi gestisce il potere politico da parte della lobby del cemento, del zampino, del pane è determinante per il risultato finale.
Se l’Amm.Com. ha stretto un patto non scritto con questi poteri forti (silente quando doveva intervenire per calmierare il prezzo del pane, compiacente nei confronti dell’edilizia privata senza mai presentare un progetto per favorire la costruzione di case economiche e popolari), è stato anche per l’ignavia dell’opposizione del centrosinistra che non è stata mai efficace.
Eppure gli argomenti per opporsi ci sono trattandosi di un’ amministrazione inconcludente nella programmazione dei POR, che sta indebitando le future generazioni per i prossimi 25-30 anni, che taglieggia le tasche dei cittadini con letasse più alte della provincia di Taranto.
Un esempio concreto:
L’ ICI sulla seconda casa a “Lo voglio bene il mio paese” è il 7 per mille mentre a Ginosa, a Palagiano è del 6 per mille.
Cosa significa questa differenza?
Un cittadino avendo una casa il cui valore catastale è di Euro 500, a “Lo Voglio bene il mio paese” paga 367,50 Euro di ICI mentre a Ginosa, a Palagiano paga 315,00 Euro con un risparmio di Euro 52,50.
Per non parlare dell’addizionale comunale. A “Lo voglio bene il mio paese” è dello 0,8 per mille, il più alto della provincia, mentre a Ginosa, a Palagiano è dello 0,5 per mille.
In concreto.
Un abitante di “Lo voglio bene al mio paese” che ha un reddito lordo annuo di 25000 Euro, paga di addizionale comunale, Euro 200, mentre, se fosse cittadino di Ginosa o di Palagiano, con lo stesso reddito pagherebbe Euro 125, risparmiando Euro 75.
Questi sono dati reali, solo Tritamontino, probabilmente scimmiottando il creativo Tritamonti, insiste a dire che a “Lo voglio bene il mio paese” si pagano tasse bassissime: anche i numeri diventano un optional.
Per onestà intellettuale c’è da dire che l’amministrazione comunale è la più brava, la numero UNO in Italia, ad incensarsi ma, purtroppo, come l’incenso, produce fumo, appunto senza arrosto, a volte è anche sgradevole, Progeva.
Se questo è diventato il marchio DOC di governare dell’Amministrazione di Gisella KRISTALLIN, è stato facilitato dall’assenza dell’opposizione o quanto meno dall’inefficienza di chi dovrebbe contrastarlo.
L’opposizione allo stile arrembante e arrogante, inconcludente e sterile , al business e all’affarismo dell’amministrazione kristallinana deve essere fatta non solo sui contenuti, ma sullo stile, sull’onestà, su un diverso concetto di amministrazione, non piegandosi agli interessi trasversali che sono la causa del degrado del paese.
E’ questo modo di fare politica, di essere opposizione e di governo, quando è il momento, che fa percepire al cittadino la “diversità”, altrimenti li vede tutti omogenei e collusi.
Può essere una frase fatta ma, con gli attuali dirigenti politici che guidano l’opposizione, si è destinati a perdere sempre.
Da subito dobbiamo tutti rimboccarci le maniche, senza delegare a nessuno, creare un forum, una ‘chiazza’ per discutere, agire, rinnovare il modo di fare politica, mandare a casa i mestieranti della stessa, stimolare il ritorno di tutti quelli che negli anni passati si sono allontanati, perché “fa schifo”, dare spazio ai giovani, ai professionisti preparati, ai competenti e agli onesti.
Lavorare insieme per costruire un percorso condiviso, prima di tutto con i cittadini, per combattere i personalismi di una politica senza tempo che è tanto vecchia quanto distruttiva e che ha sempre tagliato le ali a “Lo voglio bene al mio paese”.
http://lucifero.bloog.it
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Fino ad oggi avevamo evitato di calcare la mano sulle parole che il PDL aveva riservato nei confronti della gente del PD a Laterza.
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Nei "Colloqui col padre" di Famiglia Cristiana in edicola da domani, la reazione dei lettori sui comportamenti discutibili del nostro premier ed una chiara presa di posizione del settimanale cattolico, che fa seguito ad altre recenti prese di posizione.
Parlando di De Gasperi, grande statista trentino, Benedetto XVI l’ha indicato come modello di moralità per i governanti: «Il ricordo della sua esperienza di governo e della sua testimonianza cristiana siano di incoraggiamento e stimolo per coloro che reggono le sorti dell’Italia, specialmente per quanti si ispirano al Vangelo». «De Gasperi», ha aggiunto il Papa, «è stato autonomo e responsabile nelle sue scelte politiche, senza servirsi della Chiesa per fini politici e senza mai scendere a compromessi con la sua retta coscienza».
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Il Centro-Sinistra, rivisitato e modificato dalle alleanze elettorali, mantiene salda la sua posizione di comando all Provincia a Taranto.
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| Elettori | 16.184 |
|---|
| I turno | II turno | |||
|---|---|---|---|---|
| Votanti | 11.896 | 73,50% | 8.524 | 52,66% |
| Schede bianche | 353 | 2,96% | 200 | 2,34% |
| Schede nulle | 458 | 3,85% | 190 | 2,22% |
| Schede contestate e non assegnate | - | - | - | - |
| Sezioni scrutinate | 19 su 19 |
|---|
| Candidati presidente e gruppi | Voti II turno | % | Voti I turno | % | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| RANA DOMENICO | 5.398 | 66,36 | 6.442 | 58,11 | |||
| IL POPOLO DELLA LIBERTA' CRISTELLA GIUSEPPE | | 5.098 | 46,64 | |||
| LA PUGLIA PRIMA DI TUTTO PERRONE FRANCESCO | 978 | 8,94 | ||||
| LISTA LOCALE - LISTA TAGLIENTE DE MEO GIOVANNI PIETRO | 104 | 0,95 | ||||
| MPA MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE PAPAPIETRO CARMINE | 102 | 0,93 | ||||
| LIBERTAS DEMOCRAZIA CRISTIANA GENTILE ANTONIO | 67 | 0,61 | ||||
| FIAMMA TRICOLORE RAFFAELE DOMENICO | | 21 | 0,19 | |||
| LEGA D'AZIONE MERID. LOMASTRO FRANCESCO | | 17 | 0,15 | |||
| LA DESTRA VILLANI MICHELE | 14 | 0,12 | ||||
| U.D.EUR POPOLARI COLAMARIA GIOVANNI | 5 | 0,04 | ||||
| PSDI-PRI MELE FRANCESCO | 3 | 0,02 | ||||
| ALLEANZA DI CENTRO PER LA LIBERTA' COLACICCO VITO | 3 | 0,02 | ||||
| Totale | 6.412 | 58,66 | |||||
| FLORIDO GIOVANNI | 2.736 | 33,63 | 2.443 | 22,03 | |||
| PARTITO DEMOCRATICO CASSANO VITO | 1.995 | 18,25 | ||||
| UNIONE DI CENTRO FRIGIOLA FRANCESCO | | 841 | 7,69 | |||
| DI PIETRO ITALIA DEI VALORI CIRIELLI ARCANGELO | | 538 | 4,92 | |||
| PART.PENS. ANZILLOTTA SANTO | | 292 | 2,67 | |||
| LISTA LOCALE - MODERATI DI CENTRO - FISICARO PRESIDENTE MISANO GIUSEPPE | | 213 | 1,94 | |||
| IO SUD MONTARULI ANTONELLO | | 172 | 1,57 | |||
| SINISTRA UNITA VAREGLIANO ANNAMARIA | 150 | 1,37 | ||||
| FED.DEI VERDI SOLAZZO BASILIO | 85 | 0,77 | ||||
| COMUNISTI ITALIANI GIGLIOBIANCO GRAZIA VITA | 75 | 0,68 | ||||
| RIFONDAZIONE COMUNISTA GENTILE FRANCO | 60 | 0,54 | ||||
| LISTA LOCALE - SVILUPPO DEL TERRITORIO - TARANTINO PRESIDENTE SCARATI ANTONIO | | 33 | 0,30 | |||
| LISTA FLORIDO ARCADIO ANNAMARIA | 30 | 0,27 | ||||
| LISTA LOCALE - MOVIMENTO STEFANO BOSCO SILVANO | | 9 | 0,08 | |||
| LISTA LOCALE - S.D.S. SINISTRA E DEMOCRATICI CON STEFANO CIOTOLA ROSA | | 7 | 0,06 | |||
| LISTA LOCALE - PATTO SOLIDALE D'AURIA DOMENICO | 5 | 0,04 | ||||
| Totale | 4.505 | 41,22 | |||||
| TARANTINO GIUSEPPE | | 1.398 | 12,61 | ||||
| FISICARO EMANUELE | | 787 | 7,09 | ||||
| RIZZELLO POMPILIO CESARE | 15 | 0,13 | |||||
| SUD LIBERO SCIALPI EUPREPIO | 12 | 0,10 | ||||
| Totale voti ai candidati presidente | 8.134 | 11.085 | |||||
| Totale voti ai gruppi | 10.929 | ||||||
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| Elettori | 502.137 |
|---|
| I turno | II turno | |||
|---|---|---|---|---|
| Votanti | 321.694 | 64,06% | 210.769 | 41,97% |
| Schede bianche | 11.131 | 3,46% | 4.652 | 2,20% |
| Schede nulle | 13.768 | 4,27% | 5.404 | 2,56% |
| Schede contestate e non assegnate | 133 | 0,04% | 9 | 0,00% |
| Sezioni scrutinate | 546 su 546 |
|---|
| Candidati presidente e gruppi | Voti II turno | % | Voti I turno | % | Seggi | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| FLORIDO GIOVANNI | 104.133 | 51,88 | 100.614 | 33,91 | ||||
| PARTITO DEMOCRATICO | 52.055 | 18,35 | 8 | ||||
| LISTA FLORIDO | 17.744 | 6,25 | 2 | ||||
| UNIONE DI CENTRO | | 17.650 | 6,22 | 2 | |||
| DI PIETRO ITALIA DEI VALORI | | 10.708 | 3,77 | - | |||
| IO SUD | | 9.694 | 3,41 | 1 | |||
| LISTA LOCALE - SVILUPPO DEL TERRITORIO - TARANTINO PRESIDENTE | | 8.080 | 2,84 | 1 | |||
| RIFONDAZIONE COMUNISTA | 7.115 | 2,50 | 1 | ||||
| SINISTRA UNITA | 6.770 | 2,38 | 1 | ||||
| COMUNISTI ITALIANI | 6.164 | 2,17 | 1 | ||||
| FED.DEI VERDI | 4.469 | 1,57 | - | ||||
| LISTA LOCALE - MOVIMENTO STEFANO | | 3.867 | 1,36 | - | |||
| LISTA LOCALE - S.D.S. SINISTRA E DEMOCRATICI CON STEFANO | | 3.805 | 1,34 | - | |||
| PART.PENS. | | 1.561 | 0,55 | - | |||
| LISTA LOCALE - PATTO SOLIDALE | 1.298 | 0,45 | - | ||||
| LISTA LOCALE - MODERATI DI CENTRO - FISICARO PRESIDENTE | | 1.187 | 0,41 | - | |||
| Totale | 152.167 | 53,64 | 17 | |||||
| RANA DOMENICO | 96.571 | 48,11 | 103.303 | 34,82 | ||||
| IL POPOLO DELLA LIBERTA' | 59.085 | 20,82 | 7 | ||||
| LEGA D'AZIONE MERID. | | 29.949 | 10,55 | 3 | |||
| LA PUGLIA PRIMA DI TUTTO | 12.876 | 4,53 | 1 | ||||
| LISTA LOCALE - LISTA TAGLIENTE | 8.363 | 2,94 | - | ||||
| ALLEANZA DI CENTRO PER LA LIBERTA' | 7.136 | 2,51 | - | ||||
| LIBERTAS DEMOCRAZIA CRISTIANA | 4.236 | 1,49 | - | ||||
| MPA MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE | 3.410 | 1,20 | - | ||||
| LA DESTRA | 3.020 | 1,06 | - | ||||
| U.D.EUR POPOLARI | 1.410 | 0,49 | - | ||||
| FIAMMA TRICOLORE | | 1.099 | 0,38 | - | |||
| PSDI-PRI | 235 | 0,08 | - | ||||
| LISTA LOCALE - RIFONDAZIONE DC - MOVIMENTO PENSIONATI CATTOLICI | 211 | 0,07 | - | ||||
| Totale | 131.030 | 46,19 | 11 | |||||
| TARANTINO GIUSEPPE | | 70.617 | 23,80 | |||||
| FISICARO EMANUELE | | 21.572 | 7,27 | |||||
| RIZZELLO POMPILIO CESARE | 556 | 0,18 | ||||||
| SUD LIBERO | 476 | 0,16 | - | ||||
| Totale voti ai candidati presidente | 200.704 | 296.662 | ||||||
| Totale ai gruppi | 283.673 | 28 | ||||||
| Seggi spettanti al consiglio | 30 |
|---|
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E allora?
«E allora ciò non toglie che di fronte al popolo abbia il sacrosanto dovere di smentire le accuse, le chiacchiere, i gossip o come li vogliamo chiamare contro di lui. E il popolo abbia il diritto di avere chiarezza».
Anche «Avvenire», in effetti, chiedeva facesse chiarezza «al più presto »…
«Appunto. E secondo il mio parere personale, che non vuole assolutamente andare contro altri, aggiungo che non si tratta di una cosa desiderabile o auspicabile. E’ assolutamente necessaria. Io non mi appello alla sua coscienza ma al suo dovere di cittadino eletto e messo a capo del governo ».
Ma che dovrebbe fare, in concreto, Berlusconi?
«Ciò che lui stesso ha promesso anche l’altro giorno: portare le prove contro queste voci. Smentire le accuse sul suo conto: ma con dei fatti, non solo a parole. Quando uno occupa quel posto, non si può dire che gli affari privati siano un problema suo. Ripeto: è una persona pubblica. Io come vescovo devo rispondere al Papa e al popolo di Dio. Lui, come premier, ha il dovere di rispondere alla gente che lo ha eletto, all’opinione pubblica».
E non basta ciò che fa come premier?
«E’ chiaro che per il suo ruolo debba rendere ragione della ricerca del bene comune, della salvaguardia della democrazia sostanziale e così via. Ma anche qui: ormai la cosa è diventata pubblica. Come può, in questa situazione, esercitare il suo compito in modo sereno ed efficace? Ci sono tanti equivoci e anche per lui è meglio dissolverli».
Nei giorni dell’assemblea generale dei vescovi, in pieno caso Noemi, tra di voi ne avete mai avete parlato?
«No, per la verità no».
Ma a lei tutte queste «voci» che effetto fanno?
«Mi richiamano un problema generale: la caduta delle evidenze etiche. Sa, ho qualche dubbio sul fatto che la gente sia turbata. Temo che pure fra la nostra gente vacilli il sostegno di un giudizio etico forte, sicuro. Viviamo in una società nella quale è bravo chi ha fatto i soldi, ha successo, sa attrarre l’attenzione degli altri. Magari c’è chi pensa: beato lui che è diventato ricco, che ha fatto carriera, eccetera. Questi sono gli pseudovalori su cui si giudica. Ho paura che la gente non si scandalizzi. E non vorrei si pensasse a una Chiesa connivente».
In che senso?
«Qui non è questione di offendere né di mancare di carità verso nessuno. Solo di esigere chiarezza. Deve avere il coraggio di parlare. Pensi a cosa è successo più volte negli Usa: perché in Italia dovrebbe essere diverso? ».
Perché qui non ci si scandalizza?
«Torniamo agli pseudovalori che portano a giustificare tutto. Il denaro, il potere, il successo. Gesù è stato tentato su questo, dal diavolo, nel deserto: avere, potere, valere…».
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Giuliano Ferrara, sulle pagine de “Il Foglio”, ha invitato in settimana Silvio Berlusconi a riprendere in mano il proprio destino: “Berlusconi deve liberarsi della molta stupidità e inesperienza politico-istituzionale che lo circonda, e deve decidersi: o accetta di naufragare in un lieto fine fatto di feste e belle ragazze oppure si mette in testa di ridare, senza perdere più un solo colpo, il senso e la dignità di una grande avventura politica all’insieme della sua opera e delle sue funzioni”.
Il quotidiano della CEI “Avvenire” intanto ha messo sul tappeto un punto ineludibile: Berlusconi deve “sgomberare il terreno dagli interrogativi più pressanti, che non vengono solo dagli avversari politici ma anche da una parte di opinione pubblica non pregiudizialmente avversa al premier”.
Figurarsi, pensa lo stolto, con l’estate alle porte, l’anziano libertino (“rattuso” in napoletano) starà visionando i book delle nuove Noemi da portarsi a Villa Certosa e i famigli (chissà se lo fanno di persona Gasparri, Cicchitto, Bondi…) staranno già caricando le casse di champagne sui voli di Stato e chiunque non crede, obbedisce, combatte è comunista. Nella chiusura della campagna elettorale, a Cinisello Balsamo, un Berlusconi particolarmente iracondo ha insultato così chi lo contestava prima di inscenare la solita gag compiacente sulle signore presenti: “Siete dei poveri comunisti. Vergogna!” Non è così, ha ricordato il quotidiano della CEI. Esiste un’opinione pubblica che magari ha votato per Berlusconi, che non è certo manipolata da Marco Travaglio e Rupert Murdoch (che, uomo di destra, agirebbe per ripicca, sic!) e considera Vauro blasfemo, ma non è così evoluta da accettare questo simulacro della realtà. Non è pronta, semplicemente, ad accettare un primo ministro e un governo (prima ancora che un paese) che va a puttane e dove alle feste, in mancanza di farina, non resta che affiancare la forca.
No, Silvio non può più stare a pettinare le veline. E Berlusconi non è uomo da arrendersi senza combattere. Per anni, dalla bicamerale in avanti, il centrosinistra si è illuso come Chamberlain a Monaco di poterlo contentare, limitare, addomesticare, sostenendo perfino che l’antiberlusconismo non paghi. Ma adesso Berlusconi, che un paio di mesi fa sembrava avere i colli fatali di Roma ai suoi piedi e che invece oggi teme di vivere un 24 luglio prolungato e si guarda le spalle tra i suoi alla ricerca del Bruto che sferrerà la prima coltellata, sa che non se la caverà con un Minzolini compiacente, con un Ghedini troppo cinico da ragliare quell’agghiacciante utilizzatore finale come sinonimo di “puttaniere” oppure tagliando qualche nastro all’Aquila o magari facendo le corna a Barack Obama al G8. La vicenda Mauro a Strasburgo lo conferma. Qualcuno dotato di senno può sostenere che ci sia un complotto franco-polacco o del PPE contro Berlusconi? Semplicemente il nostro capo del governo non aveva l’autorevolezza per imporre il proprio uomo.
Per resistere Berlusconi deve ricostituire quel consenso con i poteri fattici, la CEI, la BCE, Confindustria, senza il quale né le maggioranze bulgare di cui dispone in parlamento più che nel paese né l’infinita capacità corruttiva che lo caratterizza possono bastare. Altrimenti Mario Draghi, Gianfranco Fini o chi per loro, eletti o meno ma con la stessa maggioranza e blocco sociale, potrebbero davvero fare quel governo del fare che l’uomo del fare non è stato capace di fare mentre naufragava negli ozi di Capua (o Villa Certosa o Palazzo Grazioli o dove vuole, anni fa un magistrale pezzo di Luigi Pintor aveva calcolato che solo nelle ville in Sardegna Berlusconi possedesse 77 cessi), rimuovendolo senza neanche promuoverlo al Quirinale.
Ci siamo baloccati per anni a pensare che purtroppo gli italiani sono così, che amano Berlusconi e che l’invidiano nel senso buono del termine: vorrebbero essere come lui, con Noemi sulle ginocchia, Patrizia che l’aspetta in camera da letto e Apicella che fa finire tutto a tarallucci e vino. E invece mai come in questo momento la distanza tra Silvio e gli italiani è stata così siderale. L’uomo dei 77 cessi o delle 77 chirurgie plastiche è altrove, pensa a sé come neanche al tempo delle leggi ad personam e può solo nascondere le rughe del paese: “la crisi è percepita, spendete” blatera da mesi copiando George Bush del post-11 settembre. Sappiamo come è finita nelle strade d’Iraq e in quelle statunitensi e già oggi non basta più la censura né sulla crisi né sui ginecei. La crisi economica non può essere esorcizzata col silenzio e non un ricco qualsiasi ma il “presidente del fare” non può passare di festa in festa con costumi che non solo la maggioranza cattolica del paese considera disdicevoli.
L’argine è rotto. Da una parte “l’Espresso” fa flop con foto dove nulla di rilevante penalmente si vede e dove neanche si dà soddisfazione al voyerismo dell’antiberlusconismo più irriflessivo. Dall’altra parte in compenso entra in scena un faccendiere come Giampaolo Tarantini, l’imprenditore pugliese che avrebbe speso 100.000 Euro al mese per la villa accanto a Villa Certosa per ingraziarsi il primo ministro. Sembra un personaggio da fiction per lo squallore che emana. Poi spunta una Patrizia D’Addario, una Barbara Montereale… Nelle foto di questa poveretta senz’arte né parte c’è tutta una visione di mondo: gli abbracci a Flavio Briatore, Fabrizio Corona, Emilio Fede come carta d’identità. Basterà il racconto della poveretta in questione sul re taumaturgo che le dona 10.000 Euro per lenire i danni?
Non basta più, ma s’illude chi può pensare che le soluzioni alla crisi possono essere cercate al di fuori del regime, magari in un’opposizione che resterà allo sbando a lungo e dove perfino Francesco Rutelli si concede all’antiberlusconismo in assenza totale di altre idee. Al più si stanno accelerando i tempi per quel berlusconismo senza Berlusconi che la biologia comunque avvicina. Ma ad oggi è ancora il padrone di Mediaset quello che dà le carte e che ora deve passare alla controffensiva non con le stesse armi tristi ma efficaci del gruppo “L’Espresso” (foto di Di Pietro a Montenero di Bisaccia? Rivelazioni sulla vita sessuale di Franceschini?), ma governando il paese e ricostituendo il consenso scalfito che le urne due settimane fa ci hanno detto essere limitato a un italiano su tre tra quanti si sono presi il disturbo di andare a votare. Per resistere e rilanciare ci sono almeno tre fronti dove il primo ministro, per dimostrare di essere ancora in arcione, si deve esercitare subito, presto e bene. Uno di questi è coperto, sugli altri due dovrà giocare alla luce del sole e non sarà facile.
Il primo fronte è quello del segreto. Non basta più neanche la legge sulle intercettazioni per rassicurare il primo ministro. Quanta gente è in grado di ricattare il primo ministro? Non parlo di accompagnatrici occasionali come Patrizia D’Addario o dal ruolo ancora incerto come Noemi Letizia. Di quanti avvocati Mills comprati con 600.000 sterline è disseminata la carriera di Berlusconi? Quanti Gianpaolo Tarantini allietano la vita di Berlusconi? All’apice del successo poteva convenire loro star zitti ma al momento della frana potrebbero tornare all’incasso o pensare che convenga loro parlare. Quanti “eroi” come Vittorio Mangano sono stati finora in silenzio ma da domani potrebbero tornare a ricattare il signor B.?
Può fidarsi di servizi segreti che hanno permesso che Villa Certosa e Palazzo Grazioli diventassero un colabrodo? Forse non è a rischio l’incolumità del capo del governo, chi può volergli male? Ma anche un primo ministro che ha fondato la televisione commerciale in Europa quanto può resistere vivendo come fosse nella casa del “Grande fratello”? E soprattutto Silvio Berlusconi è l’uomo più ricco e più potente d’Italia o è solo l’uomo più ricattabile?
Sciolto, non si sa come, questo primo ineludibile nodo, Berlusconi dovrà passare al contrattacco alla luce del sole. Verso la chiesa cattolica e verso quella parte di consenso di massa e per scelta che vanta ma verso i quali ha potuto poco: le piccole e medie imprese, le partite IVA. Sono i punti due e tre del piano di uscita dalla crisi personale in cui si è cacciato. Se riprendere i deliri dell’epoca della povera Eluana Englaro e convertirli in legge sul testamento biologico sarebbe economicamente a costo zero, gli altri punti del prezzo da pagare alla CEI per chiudere un occhio su una vita libertina poco consona a un politico devoto, ha invece un costo altissimo: scuole cattoliche e sostegno alle famiglie.
Sulle scuole ha sguinzagliato Mariastella Gelmini (leggete questo magistrale Geppino Aragno) in rampa di lancio per succedere a Roberto Formigoni come governatore della Lombardia, con in testa una sola idea meravigliosa: togliere alla scuola pubblica per dare alla privata. Non è facile, perché se l’obbiettivo è quello di fare uscire le private da un mercato di nicchia e farle diventare come da programma un’alternativa reale alla pubblica istruzione i costi, economici prima che politici, divengono altissimi, e aprono dossier sindacali inestricabili. Finora i tagli (come se fosse poco) hanno inciso sulla qualità dell’educazione e sul destino dei giovani precari. Difficile ma necessario andare oltre.
Ancora peggio va sul fronte quoziente familiare e simili. Una cosa sono le parole o fare le scampagnate al family day e un’altra sono politiche vere di sostegno alle famiglie e alla natalità (basterebbe guardare alla Francia) che costano punti del PIL. E ancora più difficile è il punto tre, accontentare le piccole e medie imprese, il popolo delle partite IVA che per Berlusconi ha votato in massa e che non può più essere tenuto a freno solo aizzandolo contro gli immigrati o chiudendo gli occhi sull’evasione fiscale. Adesso per non mugugnare si aspettano una politica robusta ed espansiva, detassazioni, aiuti fiscali, una spallata alle banche che avranno pure resistito meglio di quelle straniere alla crisi ma solo perché conservative e incapaci di aiutare il paese quando ne ha bisogno. E’ quello che si è fatto all’estero e che Berlusconi ha creduto di poter solo fingere di fare.
Soldi, soldi, soldi, Berlusconi per venir fuori dalla casa del Grande fratello ha bisogno di montagne di soldi per governare davvero. Dovrebbe avere una visione di futuro come quella di Barack Obama e soprattutto dovrebbe convincere Giulio Tremonti a trovare le risorse senza far esplodere conflitti sociali irrisolvibili. Forse è vero, la stagione di Silvio Berlusconi sta per finire. Ma è difficile che per l’Italia ci sarà un lieto fine di feste e belle ragazze.
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Questa sera alle ore 21, in piazza Vittorio Emanuele, comizio dei candidati laertini a sostegno della riconferma di Gianni Florido alla Presidenza della Provincia di Taranto
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Come è noto, l’offesa, la menzogna e la violenza sono state le componenti che hanno ispirato e continuano ad ispirare la campagna elettorale dell’On. G. Cito, a sostegno della candidatura del Prof. D. Rana a Presidente della Provincia di Taranto, per il Centro Destra.
Dall’altro lato, invece il Presidente Florido riporta il dibattito politico sulla chiarezza nell’approccio ai cittadini, sulla trasparenza degli atti amministrativi della sua gestione e sulle linee programmatiche.
- per infrastrutture e strade, l’amministrazione Florido ha speso 24.367.000,00 euro, mentre quella di Rana ne ha spesi soltanto 3.552.797,00 euro (pari ad 1/8);
Francesco De Ponzio
Responsabile Provinciale- Dipartimento Programmazione
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Riceviamo e pubblichiamo una lettera intelligente anche se piena di rabbia, scritta da un prete genovese, don Paolo Farinella, al card. Bagnasco, sul tema del berlusconismo, che esprime a suo modo il disagio di tanti cristiani che osservano una Chiesa talora lontana, sorda e stonata. Cosa ne pensano i frequentatori del Blog?
Egregio sig. Cardinale,
viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E’ il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.
Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio
Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di «frequentare minorenni», dichiara che deve essere trattato «come un malato», lo descrive come il «drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio». Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell’omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull’inazione del suo governo e sulla sua pedofilia. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.
Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la «verità» che è la nuda «realtà». Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell’Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi «principi non negoziabili» e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono «per tutti», cioè per nessuno.
Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all’integerrimo e cattolico praticante, Prof.
I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra all'accusa di pedofilia, stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull'odio dell'avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con "modelli televisivi" ignobili, rissosi e immorali.
Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l’altro 50% sotto l’influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d’interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa? Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita «dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale»? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall’eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l’etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant’Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché «anche l’imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa». Voi onorate un vitello d’oro.
Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da «mammona iniquitatis», si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che - è il caso di dirlo - è un silenzio d’oro? Quando il vostro silenzio non regge l’evidenza dell’ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: «troncare, sopire … sopire, troncare».
Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? «Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo … si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest’urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti… A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent’altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire» (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. XIX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una «bagatella» per il cui perdono bastano «cinque Pater, Ave e Gloria»? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: «Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix» (La Stampa, 8-5-2009).
Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l’integerrimo sant’Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell’imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: «Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro» (Ilario di Poitiers, Contro l’imperatore Costanzo 5).
Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei «per interessi superiori», lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.
Lei ha parlato di «emergenza educativa» che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei «modelli negativi della tv». Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l’arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del «velinismo» o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull’altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l’Italia.
Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all’Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: «Non licet»? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro «tacere» porta fortuna.
In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.
Genova 31 maggio 2009
Paolo Farinella, prete
Don Paolo Farinella lauree in Teologia Biblica e Scienze Bibliche e Archeologiche. Ha studiato lingue orientali all’Università di Gerusalemme: ebraico, aramaico, greco. I suoi ultimi libri: ” Bibbia, parole, segreti, misteri ” e ” Ritorno all’antica Messa “, sempre editore Gabrielli.
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La situazione di Taranto e della sua provincia ha bisogno di impegni straordinari, la crisi economica e sociale che affligge la nostra terra non può aspettare; Florido ha ben operato ponendo il lavoro, lo sviluppo infrastrutturale, l’ambiente, le complessive questioni sociali al centro dell’azione di governo, con un bilancio più che positivo: ·
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TI DIRANNO CHE E'INUTILE. MA INVECE IL 21 GIUGNO E' UNA DATA CHE POTREBBE CAMBIARE LA STORIA DEL PAESE.
Molti politici ti dicono che è un referendum inutile. Altri che tutti i referendum sono inutili. E tu sarai tentato di dar retta alla tua rabbia e al tuo disgusto disertando le urne come estremo atto di protesta. Ma così, purtroppo, farai il loro gioco.Perché se il referendum fallirà tutto resterà esattamente come prima. In questo caso non è come alle politiche. Non votare non è uno sfregio alla politica, ma è una resa di noi cittadini. Per questo sono in tanti i politici che ti invitano a non votare.Ti sei mai chiesto perché di questo referendum si parla così poco? Del perché nessuno ti spieghi esattamente di cosa si tratta? Del perché, in questi mesi chi ha promosso questo referendum è apparso così poco nelle trasmissioni televisive? E’ molto semplice: perché se non sai che ci sarà un referendum e non sai di che cosa si tratta, è molto più probabile che tu non vada a votare. E tutto resterà come prima.
CHI SONO ED IL PERCHé DI QUESTA INIZIATIVA
Mi chiamo Giovanni Guzzetta ed ho promosso, insieme ad altri 820 mila cittadini, questo referendum.Sono nato in Sicilia e cresciuto a Roma. Ho 43 anni. Insegno all’Università. Ho due figli, Francesco e Silvia, di 11 e 9 anni. Non sono mai stato iscritto ad un partito politico, ma credo profondamente nell’importanza della politica per la vita di tutti noi.
LA POLITICA DECIDE COMUNQUE DELLA NOSTRA VITA. ANCHE SE NOI DECIDIAMO DI NON INTERESSARCENE
Oggi la politica decide dove deve andare gran parte di tutto quello che guadagno ogni anno. Decide com’è la scuola dei miei figli, gli ospedali dove ricoverarmi, quale sarà la mia pensione, come sono i servizi cui, come cittadino, ho diritto. E non riesco ad accettare di non contare nulla.Penso che l’Italia si meriti di più. E se non faccio qualcosa adesso, tra dieci o quindici anni i miei figli saranno tentati di andare fuori dell’Italia per trovare un lavoro migliore, servizi migliori, pensioni migliori, opportunità migliori. E torneranno in Italia in vacanza con qualche volo Ryanair. Penso che l’Italia sia un grande paese e non voglio che i miei figli abbiano la tentazione di cercare altrove i riconoscimenti e le opportunità cui ogni persona ha diritto
AL MOMENTO, LE REGOLE DELLA POLITICA HANNO ZITTITO COMPLETAMENTE LA VOCE DEI CITTADINI
La politica Italiana ha due macroscopici problemi. E la legge elettorale contro cui abbiamo promosso il referendum ne è la principale causa. Il primo problema è che noi non scegliamo più persone, ma solo simboli di partito. I parlamentari sono tutti nominati. Il merito è mortificato. E se il merito è mortificato nella politica, che dovrebbe essere il motore dello Stato, lo sarà ancora di più nel resto della società: nelle professioni, nel lavoro, nell’università, nei partiti.L’altro grande difetto della politica è che oggi siamo governati da coalizioni di partiti. Nelle quali i partiti minori minacciano, ricattano, cercano visibilità e tengono per il collo gli alleati.Lo abbiamo visto nella scorsa legislatura con il Governo Prodi, ma lo abbiamo visto anche in questa. Il governo ha buttato via 330 milioni di euro perché la lega ha impedito che si facesse l’election day accorpando il referendum alle europee. Malgrado il dramma del terremoto, malgrado lo stato in cui versano gli apparati di pubblica sicurezza, malgrado la crisi.Il referendum riguarda questi due problemi.
CHE COSA PUO' SUCCEDEDERE CON IL TUO VOTO
I primi due quesiti stabiliscono che il partito che ottiene più voti degli altri possa governare da solo, senza subire ricatti. E che si trovi di fronte un’opposizione grande, unita, coerente.E’ quello che succede nelle grandi democrazie. Si chiama bipartitismo. Ma ve lo immaginate Obama che va in televisione a dire che non potrà fare una grande riforma perché un alleato di governo minaccia di farlo cadere? Oggi la politica perde gran parte del tempo nelle beghe interne alla coalizione, piuttosto che occuparsi dei problemi del paese e l’opposizione si frantuma nel tentativo reciproco dei partiti di rubarsi a vicenda qualche voto.Il terzo quesito riguarda le candidature multiple. Quel meccanismo per cui i big si candidano in tutte le circoscrizioni e scelgono loro, dopo le elezioni, quali dei trombati nominare al proprio posto. Nello scorso parlamento i trombati ripescati sono stati più di un terzo dell’intero parlamento. Credo che una politica migliore sia possibile. E credo che lo sia stato ogni qual volta i cittadini hanno fatto sentire la propria voce.
L’UNICA ARMA E' IL REFERENDUM
Vogliamo una politica più semplice. Meno partiti e più decisioni utili alla gente. Vogliamo una politica in cui i parlamentari non siano nominati dalle segreterie dei partiti ma scelti dagli elettori. Vogliamo che i cittadini il giorno delle elezioni possano scegliere il partito che si assume la responsabilità di governarli senza dover fare continuamente compromessi con i ricatti dei propri alleati.E’ per questo che, insieme a tanti altri, ho deciso di impegnarmi in prima persona. E, da cittadino, insieme a tanti altri cittadini, l’ho fatto con l’unico strumento che la Costituzione ci offre: il referendum. Certo la politica avrebbe potuto farlo. Ma sono anni che non lo fa e si perde in chiacchiere. Chissà perché? Oggi ci vuole una scossa e con mezz’ora del tuo tempo andando a votare per il referendum puoi contribuire a darla.Il referendum è l’unico modo per scrollare una politica sempre più chiusa in se stessa e sorda ai bisogni delle persone.
SE ANDRAI A VOTARE DETERMINERAI UN CAMBIAMENTO CHE NESSUNO SI ASPETTA. E DALLE SEGRETE STANZE DEI PARTITI DOVRANNO FARE I CONTI ANCHE CON TE
Il 21 e 22 giugno, se tu vincerai la tua disillusione e andrai a votare, potrai essere il protagonista di un cambiamento che oggi nessuno si aspetta. Potrai dimostrare a quanti dispongono della tua vita nel chiuso delle loro stanze che anche tu puoi essere determinante. E il giorno dopo, loro dovranno fare i conti con l’Italia dei suoi cittadini. Un’Italia di donne e uomini liberi e di carattere. Che ricordano la grandezza del nostro ingegno e la passione dei nostri sentimenti.Perché domenica a vincere sia quella Italia, il paese in cui orgogliosamente crediamo, è necessario agire. E se a convincerti non basta ciò che tu pensi di tanti politici, rifletti su quello che la politica pensa di te, in che conto ti tiene, come ti considera.
ADESSO L’INFORMAZIONE è TUTTO. PASSAPAROLA!Facciamo un tam tam tra amici e conoscenti. Perché l’informazione sarà poca e la nostra unica risorsa siamo noi stessi.Passaparola!Manda questa mail o un SMS a quante più persone conosci e fatti anche tu promotore di questa riscossa. L’Italia si merita di più.
Giovanni Guzzetta
Presidente del Comitato promotore dei referendum elettorali
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TARANTO - Gianni Florido si allarga al centro. Dopo aver incassato il sì di Emanuele Fisicaro, che era il candidato dell’Italia dei Valori e delle liste civiche espressione del sindaco Stefàno, il presidente della Provincia ha chiuso l’accordo con una fetta del Terzo Polo. L’intesa è stata raggiunta con Udc, Io Sud e con Giuseppe Tarantino, che era stato il candidato alla presidenza di quella coalizione che al primo turno comprendeva anche AT6. Le strade con Cito si sono però subito divise e l’area di centro ha fatto rotta verso Gianni Florido. Stamattina l’annuncio ufficiale è stato dato nel corso di una conferenza alla quale hanno partecipato, oltre allo stesso Florido, anche gli altri protagonisti di questo maxi appa-rentamento. «E’ un grande accordo», ha commentato Florido, che ha voluto rimarcare il ruolo avuto dalla sua coalizione: «I partiti hanno gestito con grande responsabilità questa fase, offrendo una notevole prova di maturità. Mi hanno riconosciuto la leadership nella conduzione di questa trattativa per gli apparenta-menti ed ora ci presentiamo al ballottaggio con la consapevolezza di essere una grande com-pagine pronta a governare la Provincia con la competenza e la correttezza che i cittadini ci chiedono». Nessun timore per l’intesa tra Rana e Cito? «Con questa coalizione non temiamo nessuno». E stasera Florido può brindare all’accordo con Massimo D’A-lema, con il quale alle 19 terrà un comizio in Piazza XX Settembre, a Martina Franca. In precedenza Florido e D’Alema incontreranno un gruppo di imprenditori a Crispiano.
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L'11 giugno del 1984 moriva Enrico Berlinguer.
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